10 aprile 2011, Bari. Giuseppe Di Terlizzi, 30 anni, ucciso per errore in una sparatoria all’esterno di una discoteca

La notte del 10 aprile, Giuseppe Di Terlizzi fu colpito per errore da un proiettile durante uno scontro a fuoco tra due gruppi di giovani affiliati a un clan locale, che si affrontarono dopo una lite davanti alla discoteca H25 di Bari.

Fonte:  vivi.libera.it

 

 

Fonte:  bari.repubblica.it
Articolo del 12 aprile 2011
Sparatoria davanti alla discoteca morto il ragazzo ferito alla testa
Giuseppe Di Terlizzi, 30 anni, barese e incensurato non ce l’ha fatta. Era stato ferito da un colpo di arma da fuoco davanti all’H25 sabato notte, dopo una rissa scoppiata nel locale, chiuso per un mese dal questore. Gli investigatori: “I testimoni non vogliono parlare, tutti omertosi”
di Francesca Russi

Non ce l’ha fatta il ragazzo ferito sabato notte davanti alla discoteca H25 da un colpo di pistola alla testa. Giuseppe Di Terlizzi, 30 anni, barese e incensurato, è stato dichiarato clinicamente morto. Era ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari dove era stato portato dopo che davanti al locale di viale Pasteur, nella zona del Quartierino, nella notte tra sabato e domenica, alle quattro, era stato colpito gravemente alla testa. I medici, trascorsi i tempi tecnici, staccheranno le macchine che lo tengono in vita artificialmente. I genitori del giovane hanno espresso la volontà di donarne gli organi.

Il ferimento era stato preceduto da una violenta lite avvenuta all’interno del locale: un luogo considerato “abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituiscono un pericolo per l’ordine pubblico”. Così come si legge nel provvedimento del questore di Bari, Giorgio Manari, che ne ha disposto la chiusura per un mese. Ieri mattina ha firmato il provvedimento che impone la chiusura ai sensi dell’articolo 100 del testo unico di pubblica sicurezza, lo stesso che ha consentito la sospensione per quindici giorni della licenza a sedici bar, circoli e sale giochi della città frequentati dagli uomini dei clan.

Sabato notte due gruppi di ragazzi si sono fronteggiati ma non sono ancora chiare le cause della discussione che ha portato al tentato omicidio. Gli investigatori della squadra mobile hanno interrogato baristi, buttafuori e ragazzi presenti nella discoteca ma nessuno avrebbe

fornito elementi utili per risalire ai responsabili dell’agguato. Nessuno, secondo le testimonianze rese negli uffici della questura, avrebbe visto e sentito nulla. Eppure a quell’ora nel locale c’erano ancora centinaia di giovani. “Sono stati tutti omertosi –  racconta un investigatore –  non riusciamo a ricostruire quello che è accaduto ed è assurdo che nessuno abbia notato il litigio avvenuto dentro la discoteca e poi il ferimento all’esterno. I testimoni non vogliono parlare”. Ieri la polizia ha continuato ad ascoltare altre persone. Ma intanto il questore ha reagito in maniera decisa all’omertà e ha disposto la chiusura.

Non è il primo episodio di violenza che si verifica nella discoteca H25. L’8 marzo scorso scoppiò una maxi rissa. Un gruppo di otto ragazzi tra i 18 e i 20 anni aggredì con violenza due giovani di 25 e 26 anni. Il litigio nacque a seguito di alcuni apprezzamenti pesanti rivolti a tre ragazze. Gli amici le difesero e così furono picchiati selvaggiamente dal gruppo mentre tutti continuavano a ballare. Il 28 gennaio invece un 25enne fu picchiato e rapinato del Rolex in oro: in due lo notarono in discoteca e lo seguirono fin sotto casa in via Imbriani per tendergli l’agguato. In entrambi i casi la polizia non è riuscita a risalire ai responsabili, nonostante in tanti avessero assistito al pestaggio.

 

 

Fonte: poliziadistato.it
Articolo del 15 dicembre 2014
Bari: preso l’assassino di Giuseppe Di Terlizzi

L’autore dell’omicidio di Giuseppe Di Terlizzi, avvenuto nell’aprile 2011 all’esterno della discoteca H25 di Bari, è stato identificato e arrestato dalla Squadra mobile del capoluogo pugliese.

Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica e il movente che hanno portato alla morte del giovane che casualmente era stato colpito alla testa da un proiettile vagante.
Due gruppi di giovani appartenenti allo stesso clan criminale dei “Strisciugli” avevano litigato per colpa di un apprezzamento di troppo fatto ad una ragazza, cominciato su Facebook qualche giorno prima e ripreso fuori dalla discoteca.

La discussione era degenerata e i giovani avevano tirato fuori le pistole ed esploso alcuni colpi.
Uno dei proiettili aveva colpito alla testa Di Terlizzi che, in quel momento, casualmente, si trovava lì e che con quei giovani, affiliati alla criminalità locale, non aveva nulla a che fare.

Armi e munizioni sono stati sequestrati, nell’ambito della stessa indagine dagli investigatori durante le perquisizioni fatte nel quartiere Carbonara di Bari dove hanno sequestrato un vero e proprio arsenale riconducibile al clan.

 

 

 

TgNorba24
Pubblicato il 16 dic 2014
E’ STATO IDENTIFICATO E ORA SI TROVA IN CARCERE IL PRESUNTO ASSASSINO DI GIUSEPPE DI TERLIZZI, IL 30ENNE UCCISO PER SBAGLIO NEL 2011 DAVANTI A UNA DISCOTECA BARESE

 

 

 

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it
Articolo del 22 aprile 2016
Fu ucciso per errore davanti alla discoteca, 16 anni al killer.
Il gup ha condannato il 38enne Cosimo Magaletti responsabile dell’omicidio del 33enne Giuseppe Di Terlizzi, ucciso per errore il 10 aprile 2011. Dovrà risarcire i danni.
di Angela Balenzano

BARI — Sedici anni e 4 mesi di reclusione . È la pena inflitta al 38enne Cosimo Magaletti, pregiudicato ritenuto vicino al clan Strisciuglio, imputato per l’omicidio del 33enne Giuseppe Di Terlizzi, ucciso per errore il 10 aprile 2011 all’ esterno della discoteca barese H25. La condanna è stata inflitta questa mattina dal gup Antonio Diella al termine di un processo celebrato col rito abbreviato. Nel processo si sono costituiti parti civili i familiari della vittima e il Comune di Bari e il giudice ha condannato Magaletti al risarcimento danni che saranno quantificati in sede civile.

La ricostruzione dei fatti
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Maralfa accertarono che Giuseppe Di Terlizzi fu colpito per errore da un colpo di pistola dopo una lite tra due gruppi di ragazzi. Una lite che era iniziata su Facebook e poi la sera era finita in una sparatoria all’esterno della discoteca. Di Terlizzi fu soccorso e subito trasportato in ospedale ma due giorni dopo morì. Il vero obiettivo, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe stato un presunto affiliato al clan Mercante del quartiere Libertà, anche lui armato di revolver, che pochi istanti prima avrebbe tentato di sparare alcuni colpi di pistola contro un ragazzo del gruppo opposto. Il tentativo fallì poiché l’arma si inceppò. Nei confronti del presunto bersaglio di Magaletti, all’epoca del fatti minorenne, è in corso un processo dinanzi al Tribunale per i Minori di Bari per i reati di tentate lesioni, detenzione e porto dell’arma.

 

 

Fonte:  bari.repubblica.it
Articolo del 31 maggio 2017
Bari, omicidio alla discoteca H25: pena ridotta di 4 anni per il killer, 33enne fu ucciso per errore
Giuseppe Di Terlizzi fu colpito alla testa per errore da un proiettile durante una lite tra due gruppi di ragazzi cominciata su Facebook. L’imputato ha chiesto scusa alla famiglia della vittima con una lettera

La Corte d’assise d’appello di Bari ha ridotto da 16 anni e quattro mesi a 11 anni e otto mesi la condanna inflitta con rito abbreviato nei confronti del 38enne Cosimo Magaletti, imputato per l’omicidio del 33enne Giuseppe Di Terlizzi, ucciso per errore il 10 aprile 2011 all’esterno della discoteca barese H25. Nel processo di secondo grado Magaletti ha chiesto scusa alla famiglia della vittima con una lettera in cui, oltre ad ammettere gli addebiti e scusarsi, chiede di “poter avere una possibilità di reinserirmi nella società e vivere onestamente”.

Magaletti fu arrestato nel dicembre 2014, a più di tre anni dal delitto, e da allora è detenuto nel carcere di Lecce. Contro di lui si sono costituiti parte civile i familiari del ragazzo ucciso e il Comune di Bari. Nel processo d’appello i giudici hanno escluso nei confronti dell’imputato la contestata aggravante della recidiva, concedendogli così uno sconto di pena.

Stando alle indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Giuseppe Maralfa, Di Terlizzi fu colpito alla testa per errore da un proiettile durante una lite tra due gruppi di ragazzi cominciata su Facebook e degenerata con la sparatoria all’esterno della discoteca barese. Il vero obiettivo di quel colpo di pistola sarebbe stato un minorenne, anche lui quella sera armato di revolver, che pochi istanti prima aveva tentato di sparare colpi di pistola contro Magaletti: l’agguato fallì perché l’arma si era inceppata.