Nostra madre Renata Fonte, graphic novel di Ilaria Ferramosca e Gian Marco De Francisco

Nostra madre Renata Fonte
001 Edizioni, 2013

In un graphic novel si ripercorre la storia di Renata Fonte, dall’impegno in politica alla lotta contro le ecomafie per salvare dalla cementificazione le coste del Salento, dai primi successi in politica ai sacrifici personali che ha dovuto affrontare, fino al suo assassinio per mano della mafia. Una figura simbolo, da ricordare. Prefazione di don Luigi Ciotti.

Trama:
Il 31 marzo del 2014, tre donne, Claudia, Sabrina e Viviana, camminano tra i sentieri del parco naturale di Porto Selvaggio, in Puglia. La loro non è una semplice escursione tra i boschi; al contrario, ha più il sapore di una commemorazione. Lo stesso giorno di ventotto anni prima veniva uccisa con tre colpi di pistola Renata Fonte, la madre di Sabrina e Viviana, colpevole di essersi opposta allo sfruttamento edilizio di quel luogo incontaminato. All’epoca dei fatti, le due non erano che ragazzine, mentre Renata aveva appena compiuto 33 anni. La sua morte rappresenta il primo omicidio di mafia del Salento ed è anche l’unico, in Italia, ad aver fatto come vittima una donna impegnata in politica. In questo graphic novel, la vicenda umana di Renata (madre, insegnante e amministratrice pubblica) si intreccia con quella giudiziaria successiva al suo omicidio, sul quale ancora oggi permangono aspetti oscuri. Ad arricchire il volume, un’introduzione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e uno scritto di Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Procura di Torino. Con contributi di Viviana e Sabrina Matrangola.

 

 

 

Fonte: bari.repubblica.it
La storia di Renata Fonte rivive in un fumetto. “Nostra madre Renata Fonte” è la graphic novel scritta da Ilaria Ferramosca e disegnata da Gian Marco De Francisco, che intende restituire al territorio salentino la sua memoria: a quasi trent’anni dall’assassinio dell’assessore alla Cultura di Nardò, l’amica Claudia e le figlie Viviana e Sabrina si trovano a percorrere i sentieri del parco naturale di Porto Selvaggio, lo stesso per il quale Renata Fonte perse la vita. La donna, infatti, lottò a lungo perché quell’area non venisse divorata dalla speculazione edilizia, e fu per questo freddata con tre colpi di pistola, la sera del 31 marzo 1984. Lasciando due ragazzine che la attendevano a casa, e che da allora hanno combattuto perché il nome della madre non venisse dimenticato. La giustizia ha fatto il suo corso, condannando gli esecutori materiali dell’omicidio e il mandante, un collega del partito Repubblicano – in cui militava Renata Fonte – che non era stato eletto alle amministrative. Renata Fonte è stata a lungo considerata una questione locale e non un esempio universale di coraggio e legalità. Figura infatti nell’elenco delle vittime di mafia, e la prefazione della graphic novel è firmata da don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera. La postfazione è invece del magistrato Gian Carlo Caselli. Il volume pubblicato da 001 edizioni contiene anche riflessioni inedite della donna. È stato presentato in anteprima a Taranto, sarà in libreria per gennaio 2013 – di ANNA PURICELLA

 

 

 

Nostra Madre Renata Fonte Graphic Novel 001 Edizioni Torino 2012
Grafite Scuola Pugliese di Grafica e Fumetto
Pubblicato il 9 mar 2013
Il 31 marzo del 2012, tre donne, Claudia, Sabrina e Viviana, camminano tra i sentieri del parco naturale di Porto Selvaggio, in Puglia. La loro non è una semplice escursione tra i boschi; al contrario, ha più il sapore di una commemorazione. Lo stesso giorno di ventotto anni prima veniva uccisa con tre colpi di pistola Renata Fonte, madre di Sabrina e Viviana, colpevole di essersi opposta allo sfruttamento edilizio di quel luogo incontaminato. All’epoca dei fatti, le due non erano che ragazzine, mentre Renata aveva appena compiuto 33 anni. La sua morte rappresenta il primo omicidio di mafia del Salento ed è anche l’unico, in Italia, ad aver fatto come vittima una donna impegnata in politica. In questo graphic novel, la vicenda umana di Renata si intreccia con quella giudiziaria successiva al suo omicidio, sul quale ancor oggi permangono aspetti oscuri. Ed è soprattutto il ritratto di Renata madre, moglie e donna, a trasparire dalle pagine della storia, raccontata attraverso gli occhi delle sue figlie. Ciò che questo fumetto si ripropone di trattare, dunque, è qualcosa che va oltre la cronaca, già narrata negli anni ’80 con due libri giornalistici e un film; il graphic novel, infatti, è incentrato, prima di ogni cosa, su un aspetto “inedito” di Renata. La narrazione è costellata da ricordi personali: allegri, teneri o dolorosi, che tratteggiano e completano un’unica immagine, sottolineata dalle parole della stessa Renata Fonte mediante alcuni suoi scritti mai dati alle stampe. Ma non manca, in ogni caso, l’aspetto legale, fondamentale come denuncia ed essenziale per risvegliare una coscienza collettiva sin troppo sopita.

Prezioso, quindi, il contributo di Sabrina e Viviana Matrangola nell’accettare di condividere, con disponibilità e pazienza, ricordi così intimi e personali; altrettanto lo è quello di Claudia Raho, una delle amiche storiche di Renata assieme alla quale si è battuta per la salvaguardia di Porto Selvaggio, supporto indispensabile nella ricostruzione della vicenda giudiziaria.

Il volume si pregia, infine, di una prefazione di don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera — Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e di uno scritto introduttivo del Procuratore Capo della Procura di Torino, Gian Carlo Caselli.