21 aprile 1982 Torre annunziata (NA) Ucciso Luigi Cafiero, 19 anni, perché somigliava al vero destinatario delle pallottole.

Foto da: torresette.it

Luigi Cafiero venne assassinato a Torre Annunziata in via Settetermini con undici colpi d’arma da fuoco a soli 19 anni il 21 aprile del 1982, mentre era in auto con la fidanzata. Quattro uomini armati di pistola, si avvicinarono all’auto di Luigi e gli urlarono: «Sei Antonio?». Senza attendere la risposta, esplosero contro di lui undici colpi d’arma da fuoco che lo freddarono all’istante. Solo undici anni dopo, in seguito alle dichiarazioni di un pentito è stato accertato che si trattò di un errore di persona.
Fonte Liberanet

 

 

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Luigi Cafiero viene assassinato il 21 aprile 1982 a Torre Annunziata mentre si trova in macchina con la fidanzata Annamaria.
Quattro uomini si avvicinano alla macchina di Luigi e gli chiedono urlando “sei Antonio?”: senza attendere la risposta gli sparano contro undici colpi di arma da fuoco.
La fidanzata, raggiunta da cinque proiettili, viene ferita mentre Luigi muore sul colpo. A condannare Luigi una forte somiglianza con un’altra persona, un certo Antonio, che aveva probabilmente un conto in sospeso con la malavita. A confermare lo scambio di persona e l’errore commesso, dopo alcuni anni, le dichiarazioni di un pentito, Luigi Maiolino, che rivelò i nomi degli esecutori.
Il processo però si è concluso con l’assoluzione degli esecutori perchè il collaboratore è stato considerato non attendibile.

Il Liceo Pitagora, il 12 aprile del 2012, a distanza di trent’anni, gli ha intitolato un’aula.

Nell’aprile 2013 alla memoria di Luigi Cafiero e Matilde Sorrentino vengono intitolate la piazza appena ristrutturata e il nuovo centro sociale ultimati nel rione Penniniello di Torre Annunziata.

 

 

 

Articolo da:  torresette.it
“Luigi Cafiero, anniversario dell´omicidio del giovane studente
Giovedi 21 Aprile 2011
Oggi ricorre il 29esimo anniversario dell´omicidio di Luigi Cafiero. Il 21 aprile 1982, il ragazzo, che all´epoca frequentava il liceo scientifico Pitagora di Torre Annunziata, si trovava con la fidanzata Annamaria in via Andolfi quando un gruppo di killer gli sparò a sangue freddo uccidendolo sul colpo. La fidanzata fu raggiunta da altri cinque colpi di pistola e rimase ferita. A “condannare” Luigi fu la sua somiglianza con un´altra persona, un certo Antonio, che evidentemente aveva un conto in sospeso con la malavita. Un errore, dunque, costato la vita ad un giovane che aveva davanti a sè un futuro luminoso. Uno dei tanti “martiri” innocenti di questa città caduto sotto i colpi spietati della camorra.

 

 

 

Fonte: torresette.news
Articolo del 14 giugno 2012
Luigi Cafiero, trent´anni dopo il Liceo Pitagora gli intitola un´aula
di Francesco Potenzieri

Il 21 aprile 1982 è un giorno triste per Torre Annunziata. Viene ucciso, infatti, Luigi Cafiero, giovane studente del Liceo Pitagora. Cafiero fu assassinato per errore da un gruppo di killer mentre si trovava con la fidanzata Annamaria in via Andolfi. “Sei Antonio?”, gli chiesero, e senza neanche attendere la risposta lo freddarono con undici colpi di pistola. Altri cinque colpirono la ragazza, rimasta ferita.

A distanza di trent´anni da quel tragico evento, il “Pitagora” rende omaggio a Luigi intitolandogli un´aula dell´Istituto diretto da Benito Capossela. La cerimonia si svolgerà venerdì 15 giugno alle ore 19. Di seguito replichiamo un articolo scritto da Francesco Potenzieri, ex studente del Liceo di via Tagliamonte, e pubblicato due anni fa sul giornale interscolastico Torrescuola News, realizzato da TorreSette in collaborazione con le scuole superiori cittadine. Un ritratto ed un ricordo di un giovane che ha visto svanire tutti i suoi sogni e le sue speranze per mano di spietati assassini.

«Nel corso della manifestazione svoltasi a dicembre per l’’intitolazione di una stele al giudice Giovanni Falcone al rione Penniniello, sotto una pioggia scrosciante, vengo avvicinato da un uomo che, dopo avermi chiesto da quale scuola provenissi, ha iniziato a raccontarmi la storia di suo fratello: Luigi Cafiero, brutalmente assassinato nell’’aprile del 1982. Lì per lì, a sentire quelle parole, sono rimasto sbalordito ma, soprattutto, sorpreso chiedendomi perché avesse scelto proprio me, tra un folto gruppo di giovani, per quello sfogo così intimo. Ho deciso di informarmi, anche perché, quel nome, mi era totalmente sconosciuto e credevo impensabile che potesse esservi un concittadino vittima di camorra di cui non avevo mai sentito parlare da nessuno. Eppure era così. Il silenzio e l’’oblìo hanno avvolto la storia di questo ragazzo che, appena ventenne, si è visto una pistola puntata in faccia e che in questo modo ha trovato la morte. Senza un perché; forse solo per una banale somiglianza. Luigi Cafiero frequentava l’’ultimo anno del liceo scientifico cittadino, era orfano di padre e viveva con la madre e i fratelli, ultimo della famiglia. In quel lontano ’’82 aveva appena sostenuto e superato le prove di ammissione per arruolarsi tra i Sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri e conosceva bene il maresciallo D’’Alessio, anche lui barbaramente ucciso in quegli anni, che lo aveva elogiato per le brillanti prove sostenute. Insomma, un giovane con le idee chiare sul proprio futuro, convinto delle proprie azioni. Poco prima dell’’omicidio, era tornato da un viaggio d’’istruzione a Parigi al quale aveva partecipato con la fidanzata Annamaria. I due stavano insieme già da un po’’ di tempo e avevano anche iniziato a programmare il loro futuro. Quella maledetta sera del 21 aprile, però, quei sogni si spensero definitivamente. Luigi aveva terminato le ripetizioni di matematica in vista dell’’imminente esame di maturità e si era appartato in auto con la sua compagna in via Andolfi, una strada poco frequentata e perciò meta di giovani coppie in cerca di intimità. Ma quella sera Luigi ed Annamaria, probabilmente, non hanno fatto nemmeno in tempo a scambiarsi un bacio; un’’autovettura si accosta ai due fidanzati, scendono quattro balordi armati di pistole, si avvicinano a Luigi e gli urlano: “Sei Antonio?”. Senza attendere nemmeno la risposta, gli esplodono undici colpi d’’arma da fuoco che lo freddano all’’istante. Annamaria, terrorizzata, nonostante alcune ferite, tenta di chiedere aiuto e rimarrà accanto al corpo ormai esanime del fidanzato sino all’’arrivo delle forze dell’’ordine, alle quali la giovane riesce a fornire solo sommari indizi che non aiutano gli investigatori a scoprire i colpevoli. Solo undici anni dopo, in seguito alle dichiarazioni del pentito Luigi Maiolino, fu possibile istruire un processo in cui lo stesso pentito ribadì l’’errore commesso da quel vero e proprio plotone d’’esecuzione e rivelò i nomi degli assassini del giovane Cafiero. Si sostenne, allora, che i malviventi lo avessero scambiato con un camorrista a causa della folta capigliatura. Il fascicolo, tuttavia, fu archiviato in quanto le dichiarazioni del Maiolino furono ritenute inattendibili. Da 28 anni, dunque, mandanti ed esecutori di quella barbarie rimangono impuniti e quel che più rattrista è che il ricordo di Luigi sopravvive solo nella mente dei familiari e di quei pochissimi che ne hanno memoria. Sarebbe, invece, giusto e opportuno che Luigi Cafiero fosse ricordato. Come? Magari intitolandogli un’’aula, un laboratorio o anche la palestra del Liceo Pitagora. In fondo, quel ragazzo era uno studente della nostra scuola e crediamo sia giusto e doveroso che proprio la nostra scuola ne onori la memoria. Forse lo dobbiamo anche a Liberato Cafiero, a quei suoi occhi velati di malinconia per un giovanissimo fratello che non c’è più.»

 

 

 

 

Leggere anche:

 

torresette.news
Articolo del 18 aprile 2021
Torre Annunziata – Trentanove anni fa l’uccisione di Luigi Cafiero: testimonianza di preside e compagni di liceo

 

 

 

 

 

 

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